lunedì, agosto 29, 2005

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Benvenuti nel mio sito Web mi presento:Sono Giuseppe Siena nato a Cirò Marina dove vivo e lavoro come Direttore dei S.G.A.,presso l'Istituto Scolastico Comprensivo n°1 Don Bosco.





Amo il ballo e frequento la scuola "Fuego Latino"di Ciro' MarinaEssa è un’Arte senza confini, tratta argomenti e temi svariati, come la poesia con un’elevata tensione spirituale riesce a far sognare e volare con la fantasia in un mondo sub-reale meraviglioso da far dimenticare i problemi della quotidianità.Suscita vibrazioni ed emozioni dei sensi con dolce armonia cadenzati a ritmi di musica, antica e moderna, è capace di creare e trasmettere un complesso di emozioni, sentimenti, suggestioni d’immagini che solo una tecnica rigida dell’Arte del ballo espressa dal ritmo del suono della musica tradizionale accompagnato dall’armonia soave dei movimenti può trasmettere il messaggio d’amore e di pace come una dolce poesia melodica.

Pratico il TAEKWONDO un' Arte marziale di antica origine coreana. Come tutte le moderne arti marziali mira a raggiungere un equilibrio armonico tra corpo e spirito.Frutto dell’evoluzione di un’antica lotta senza armi, il tae kyon, praticata dai Hwarang, casta di guerrieri coreani del regno Koguryo (I secolo a.C.), il taekwondo tecnicamente si basa sul colpire con i piedi e con i pugni, come indica, nella lingua coreana, il significato della parola: tae (“calciare”), kwon (“colpire col pugno”) e do (termine complesso che significa “la via”, ovvero la tecnica e l’arte, oltre che la riflessione filosofica).Il suo stile unisce la velocità dei movimenti tipica del karate a quella più armonica del kung-fu, anche se elemento peculiare all’interno del vasto panorama delle arti marziali è la potenza con cui viene portato il colpo di calcio

sabato, agosto 27, 2005

Il notiziario Cirotano

Poeti e Poesia

L'Arte è creatrice del Bello, il quale solo tramite essa si può sgorgare.Il Bello non si identifica e non esprime né il Vero né il Bene, ma esso esplicita eternamente sè stesso.L'Arte ha in se il metro della propria misura ed è legge a sè stessa.Il piacere dell'artista consiste nell'utilizzare strumenti imperfetti per esprimere l'Idea perfetta che è nella sua mente.Tra le Arti, quella più adatta ad esprimere il Bello è la Poesia.La Poesia è sublime mezzo dello scandaglio dell'anima, che imprigiona i sensi in un dolce velo, ma il suo fine ultimo essa lo ritrova in se stessa.Nella Poesia si saldano creazione ed imitazione, coscienza ed incoscienza, ispirazione e doctrina. "Il poeta è un ladro di fuoco." (Balzac)Il poeta, quando scrive, è pervaso da divinae insaniae: in tali momenti la sua condizione è quella di un Dio. " Gli abissi sono per gli spiriti profondi" (Nietzsche): il fine del poeta è strappare agli abissi della sua anima, nei quali si è sprofondato, la suprema essenza del suo spirito: sacro balsamo della sua Poesia. Quando compone il poeta parla di se stesso ed a sè stesso. Sebbene ciò, egli può essere compreso da spiriti a lui affini, ma la Poesia rimane comunque cosa per pochi eletti. Il poeta non si preoccupa di dimostrare nulla: egli partecipa al Bello, non al Vero. Il poeta non è né vate, né educatore, né maestro di verità: tali cose né lo interessano né lo riguardano. Egli non partecipa né alla morale né all'etica: è al di sopra di esse, così com'è al di sopra del Bene e del Male. L'artista può esprimere tutto senza mai essere né morboso né volgare. Impoetico è il vero, il certo il determinato; poetico l'incerto, l'ignoto, indeterminato, il vago. Per quanto riguarda la forma: "Amo la regola che corregge l'emozione, amo l'emozione che corregge la regola" (Braque) Il poeta è veggente, è colui che vede oltre l'abisso, colui che sa attingere alle sacre e fresche fonti del Parnaso, colui che sa ricongiungersi con il Tutto. Immerso nel delirio, nella morbosità del Male, nel piacere dei sensi egli si apre un varco verso l'ignoto!
da "Ombre", Ed. il Foglio Piombino LI 2003
Nel tempio di Belial si consuma
l'incenso, che brucia sul petto
della vittima: gli occhi alla Luna
guardano il niente mentre sul petto
cade la fredda lama che riluce
di morte e che di sangue ha sete.
Sorride il demone, in silenzio cuce
un manto per la sua sposa. Miete
le grida di disperazione eterea
e le mette nel vaso che di Pandora
è stato. Terge le ferite e ricrea
con filo di ragnatela. E l'aurora
aspetta sulla porta del tempio
di cogliere qualche spenta anima
da portare al cielo. Guarda empio
il suo dono di sangue e cenere fina.

da Crepuscoli", Stella del Mare, Ciro' Marina 2001

I cirri sono passati
per l'aere tenebroso,
hanno scoperto muovendosi a ritroso
i petali lunari appena sbocciati.
Inondano i rai
coi loro bagliori obliatie
per il cielo sparpagliati,
ricordano dell' esistenza i guai.
Ma lo sguardo distolgo
per non rumoreggiare rubando
un petalo venerando
ed il sogno dalla mente tolgo